Terrazzamenti Colti: Pantelleria riporta in vita i suoi giardini di pietra
Il Parco Nazionale affida le terre abbandonate a nuovi coltivatori: un progetto che restituisce futuro ai muretti a secco e al paesaggio rurale dell'isola
C'è un paesaggio, a Pantelleria, che racconta secoli di fatica e ingegno: quello dei terrazzamenti, le strisce di terra strappate alla montagna e sorrette da chilometri di muretti a secco, costruiti pietra su pietra senza malta, con una tecnica riconosciuta dall'UNESCO come patrimonio immateriale dell'umanità. Negli ultimi decenni, però, molti di questi terrazzi sono stati abbandonati: meno braccia in campagna, muretti che crollano, terreni che tornano selvatici.
Oggi qualcosa sta cambiando. Con il progetto "Pantelleria Terrazzamenti Colti", promosso dall'Ente Parco Nazionale Isola di Pantelleria insieme al Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, l'isola ha avviato un percorso concreto per riportare in produzione le terre incolte o a rischio abbandono.
Il meccanismo è tanto semplice quanto rivoluzionario e si sviluppa in due fasi:
- I proprietari di terrazzamenti abbandonati o a rischio abbandono hanno messo a disposizione i propri terreni in affitto per almeno quindici anni;
- Un secondo avviso pubblico, chiuso a metà settembre 2026, ha raccolto le candidature dei nuovi conduttori: imprenditori agricoli, giovani, società e realtà associate pronte a prendersi cura di questi fondi.
Le colture privilegiate sono quelle che da sempre disegnano l'identità agricola pantesca: la vite ad alberello, il cappero, l'ulivo e l'origano, accanto ad altre produzioni mediterranee e a piccoli allevamenti compatibili con il territorio. L'iniziativa rientra nel programma AgriCultura del Parco e punta anche a creare nuove opportunità di lavoro, favorire il ricambio generazionale e introdurre tecniche innovative ed ecocompatibili.
Per chi ama Pantelleria, e per chi sogna di viverci, questo progetto ha un significato profondo. I terrazzamenti non sono solo agricoltura: sono la scenografia stessa dell'isola, il motivo per cui un tramonto sui vigneti di Serraglia o una passeggiata tra i muretti di Mueggen emozionano tanto quanto un bagno a Cala Levante. Un terrazzo coltivato è un pezzo di paesaggio salvato, un muretto restaurato è un frammento di storia che continua a vivere.
Nei prossimi anni, camminando lungo i sentieri dell'isola, potremo vedere i risultati: terrazze di nuovo verdi, pietre rimesse in fila, mani giovani al lavoro dove prima cresceva solo il rovo. È il volto più autentico del turismo lento e sostenibile: un'isola che non si limita a conservare la propria bellezza, ma la coltiva, letteralmente, giorno dopo giorno.